La TEP scommette sui filobus

Gli Anni Ottanta e Novanta dell'Azienda

Mentre molte aziende decidono di smantellare le filovie per la loro complessa e onerosa manutenzione, la TEP decide invece di puntare sul mezzo elettrico filoguidato, come soluzione al già chiaro problema dell’inquinamento. Una scelta che si rivelerà lungimirante col crescere del problema e a cui saranno costrette a ripensare anche altre aziende, pure se con anni di ritardo. TEP dunque, tra gli anni Ottanta e Novanta, installa due nuove linee filoviarie complete sull’asse Est-Ovest della città: la linea 4, inaugurata nel 1989, e la importantissima 5, varata nel 1998. Per la realizzazione delle due filovie, l’Azienda si avvale della competenza dell’ing. Sergio Bertani, uno dei maggiori esperti sull’argomento a livello nazionale. Negli anni Ottanta, inoltre, l’intero parco di filobus (20 mezzi) viene rinnovato, operazione cui farà seguito nel decennio successivo l’acquisto di altri 14 filobus di nuova concezione.

 

Negli anni Novanta coi prolungamenti si allarga la città

Nel corso del decennio, e in maniera progressiva, le linee dalla 6 alla 10 (attualmente linee 6, 10, 12, 14) vengono prolungate verso i Comuni della fascia circostante Parma, che cominciano così a godere di collegamenti frequenti e regolari con il capoluogo. La penetrazione delle linee nel cuore della città permette di mettere in più stretta relazione i servizi e un ampio bacino di persone, offrendo un servizio migliore. Nello stesso tempo, grazie ai prolungamenti, ben 300.000 km di percorsi cittadini, dovuti alla sovrapposizione delle linee urbane ed extraurbane, vengono eliminati, con grande risparmio economico, di traffico e di inquinamento.

Il piano sosta: l’altra faccia del sistema della mobilità

Dal 1966 la TEP viene incaricata dal Comune di Parma di gestire il Piano Sosta cittadino, ovvero di regolamentare la sosta a pagamento negli spazi contrassegnati dalle righe blu. La misura, varata nel 1966 con le aree di via Verdi e via Linati, fa parte di un più ampio progetto di mobilità sostenibile, strettamente correlato al trasporto pubblico. Limitando le possibilità di accesso e sosta in centro per le auto private e offrendo contemporaneamente nuovi e migliori servizi pubblici, intende provocare un ripensamento delle modalità di spostamento, incoraggiando abitudini più rispettose dell’ambiente e compatibili con la reale capacità del centro urbano di assorbimento del traffico.

Dopo la prima tranche del Piano Sosta, per cui la TEP ha organizzato un contingente di operatori addetti al controllo di una decina di unità in due ampie aree del centro storico, si avranno ampliamenti nel 1998 e nel 2001, prima per interessare tutto il centro storico, quindi anche le aree di corona del centro e la zona ospedaliera. Attualmente il numero di stalli delimitati da righe blu raggiunge circa le 6.000 unità, mentre sono più di 30 gli “Ausiliari della sosta” impegnati nel servizio.

I proventi del Piano Sosta, poi, vengono reinvestiti dal Comune nella realizzazione di opere che favoriscano la mobilità sostenibile, come i parcheggi scambiatori alle porte della città. La loro realizzazione (vedi oltre) rappresenta l’ideale compimento del progetto avviato dal Piano Sosta, come alternativa all’uso dell’auto privata anche per chi proviene dall’esterno o dalle fasce periferiche.